La missione di Ultraspecialisti inizia tra le corsie di un ospedale. Lì, la dr. Vanesa Gregorc, oncologo e co-founder della startup, ha intercettato il forte bisogno che accompagna costantemente la vita dei pazienti: trovare la soluzione migliore per il proprio stato di salute col supporto dello specialista più idoneo al proprio caso. E nel minor tempo possibile, evitando, specialmente per chi vive lontano dai grandi Centri, un eccessivo dispendio di energie e di risorse. La migrazione sanitaria è un fenomeno tristemente famoso in Italia ed è uno dei motivi per cui è nato Ultraspecialisti: ogni anno, infatti, circa un milione e mezzo di persone (caregivers compresi) viaggiano per curarsi, il 23% dei quali per più di 400 chilometri, con evidenti conseguenze su stress e spese.

Ecco, dunque, da dove nasce l’esigenza di costruire un centro servizi che sfrutti una piattaforma di telemedicina, http://www.ultraspecialisti.com/, utile a mettere in contatto paziente e specialista, abbattendo le barriere di accesso alla migliore cura e al medico più esperto. Grazie alla tecnologia, Ultraspecialisti dal 2017 ha contribuito a migliorare la vita di centinaia di pazienti, che attraverso la piattaforma hanno ottenuto consulti medici qualificati e veloci, evitando spostamenti dispendiosi. Con l’emergenza sanitaria da Covid-19, la telemedicina, dopo una fase di assestamento durata anni, sta diventando uno strumento indispensabile per pazienti, medici e ospedali, con l’obiettivo di contenere il contagio e di de-ospedalizzare le cure attraverso monitoraggio e follow-up continuo.

Ma facciamo un passo indietro. Ultraspecialisti nasce con un’anima precisa, come racconta anche il suo slogan: “Il lato umano della telemedicina”. Non parliamo di una software house, che mette a disposizione la sola tecnologia, ma di un vero e proprio centro servizi, che si avvale per esempio di un case management team per la gestione dei pazienti e per il supporto dei medici. Dopo un periodo intenso di sperimentazione, utile a validarne i processi, la piattaforma http://www.ultraspecialisti.com/ è entrata in piena funzione nel 2017. Da quel momento, il progetto è cresciuto, sfruttando anche la sempre maggiore ricettività di pazienti e medici verso questo tipo di innovazione.

Un’altra premessa sul nome del progetto è doverosa. Perché “Ultraspecialisti”? La startup, fin dal primo giorno si è voluta distinguere come soluzione di qualità, portando avanti con coerenza la propria idea. Attraverso la piattaforma, infatti, erogano consulti soltanto medici altamente specializzati (qui maggiori dettagli) i cosiddetti ultraspecialisti, attentamente selezionati da un comitato scientifico creato ad hoc, che ne verifica l’adeguatezza secondo diversi criteri. I CV dei medici sono mostrati sul sito in modo trasparente, così da garantire ai pazienti la migliore scelta possibile. A oggi, Ultraspecialisti può contare su più di 100 medici (200 patologie trattate) attivi sulla piattaforma – compresi quelli che fanno parte di progetti speciali che la startup ha avviato negli anni con ospedali e case farmaceutiche – che connettono circa 20 diversi ospedali su territorio nazionale e internazionale, dando spazio all’eccellenza della Sanità italiana. Sono invece più di 20 le aree terapeutiche aperte, primi mattoni virtuali per la creazione di un vero e proprio ospedale online.

Ma parliamo della piattaforma, il cuore pulsante del progetto di Ultraspecialisti. Device medico certificato di Classe IIA, è stata creata da zero dagli stessi medici e il percorso al suo interno simula quello di una visita in ambulatorio faccia a faccia. Dopo il login dal sito http://www.ultraspecialisti.com/ si accede a un’area riservata e GDPR compliant. Qui, il paziente/caregiver può scegliere la patologia per la quale vuole ottenere un consulto, oppure l’area patologica di riferimento: un algoritmo lo aiuterà a trovare il miglior medico a disposizione. Selezionato lo specialista, accede alla pagina di auto-compilazione dell’anamnesi, una serie dettagliata di domande che saranno utili al medico per erogare il miglior parere possibile. Nell’ultima fase, il paziente/caregiver può caricare i suoi referti. La piattaforma supporta anche i file DICOM.

Caricata la documentazione clinico-diagnostica, può procedere al pagamento. Il parere scritto del medico, salvo richieste di integrazione, arriva in soli 5 giorni lavorativi. Se necessario, il medico può facilmente ricorrere a un consulto multidisciplinare, inoltrando il caso, previo consenso del paziente, ad altri specialisti attivi sulla piattaforma. É facoltà dello specialista anche consigliare delle visite di follow-up da effettuare nel tempo, che hanno un prezzo ridotto e permettono un monitoraggio continuo della salute del paziente.  È in fase di attivazione anche il video-consulto.

Negli ultimi mesi il progetto Ultraspecialisti si è evoluto e la piattaforma ha trovato nuove vie di applicazione. Tra queste, c’è il supporto agli ospedali – a utilizzare la soluzione è stato, per esempio, l’ospedale “Giglio” di Cefalù – per la gestione di attività di “virtual hospital”, ovvero di triage virtuale, follow-up e tele-monitoraggio, particolarmente importanti in una fase di emergenza Covid-19 in cui per le persone è rischioso spostarsi da casa. A questo tipo di attività si aggiungono quelle realizzate con le case farmaceutiche, progettualità paziente-centriche relative alla facilitazione dei trials clinici.

La volontà di innovare ha spinto Ultraspecialisti a lavorare anche con il mondo universitario, per studiare soluzioni avanzate di machine learning e intelligenza artificiale, così come a sperimentare l’integrazione con la piattaforma di devices (per la misurazione della saturazione, la temperatura, pressione, battito cardiaco, glicemia ed ECG) per potenziare ulteriormente il suo pacchetto di servizi, che mirano non solo a facilitare la ricerca della migliore cura ma anche a migliorare il benessere delle persone.

Autore: Diego Errichetti