Evoluzione digitale della ”normale” visita medica in presenza, la telemedicina è diventata significativa per le restrizioni dovute all’epidemia Covid-19: consente il monitoraggio remoto dei pazienti, aumenta l’efficienza delle cure, migliora l’accesso alle informazioni e la qualità dei servizi sanitari stessi. Il Covid-19, e l’emergenza conseguita, hanno solo accelerato il processo e l’evoluzione di quella che tecnicamente è definita “l’insieme di tecniche sanitarie ed informatiche che permettono la cura di un paziente a distanza o più in generale di fornire servizi sanitari da remoto.” 
Da un lato il professionista o lo studio medico, che hanno necessità di possedere uno strumento idoneo per svolgere visite e consulti a distanza, ovvero di praticare la telemedicina, dall’altro il paziente che può sfruttare il consulto da remoto attraverso uno strumento digitale.
Tra le piatteforme più attive in Italia, Net-Medicare è esattamente questo: il primo portale di medicina digitale multi-tenant in Italia nato per rispondere alle nuove necessità di medici e pazienti.
La scommessa coraggiosa di un team tutto bergamasco, che attraverso lo sviluppo della piattaforma rende più agevole il rapporto paziente-medico, supportando così diverse esigenze, come le situazioni in cui gli spostamenti sono difficoltosi, per diversi motivi. Meno tempo speso in auto o in attesa di essere visitati, meno traffico, meno inquinamento, più puntualità e facilità nello scambio di informazioni.
Abbiamo approfondito alcuni aspetti di telemedicina con Marco Crimi, fondatore di Net Medicare.

 

net medicare

Come inizia la storia di Net Medicare?

L’idea di realizzare una piattaforma di Medicina digitale è nata più di cinque anni fa dal confronto con alcuni medici con cui da anni collaboriamo. Troppo spesso ci riferivano dell’utilizzo di sistemi non appropriati per la consulenza ai pazienti, come email o social, ed emergeva la forte esigenza di dotarsi di una piattaforma che fungesse da contatto, garantendo la sicurezza informatica e al contempo la semplicità di utilizzo. Da un’analisi di quello che avveniva all’estero, e in particolare negli Stati Uniti e nei paesi del nord Europa dove la Telemedicina era già da tempo una disciplina consolidata, abbiamo deciso di sviluppare una soluzione e-health anche in Italia.

Sulla base della vostra esperienza, qual è la modalità di Telemedicina più utilizzata?

Sicuramente la Televisita che, a seguito dell’emergenza sanitaria Covid-19, è entrata nei processi di assistenza sanitaria sia nel primo triage di valutazione sia per il follow-up. La Televisita ha aiutato a ridurre gli accessi ambulatoriali in tutti i casi in cui non era necessario un confronto di persona con il medico, aiutando a limitare quindi anche il rischio di contagio senza interrompere l’attività. Anche il Telemonitoraggio, e cioè la possibilità di raccogliere in tempo reale dati biometrici dal paziente al suo domicilio, ha avuto un impatto molto significativo sulla continuità assistenziale. Molto importante infine anche il Teleconsulto, cioè l’interazione telematica tra più specialisti.

Molti parlano di rapporto freddo tra medico e paziente a causa della lontananza fisica, lei è d’accordo?

Se da un lato avere un monitor che separa il medico dal paziente può costituire una “barriera”, in realtà i dati di feedback raccolti dagli utenti sono quasi nella totalità positivi ed evidenziano una grande soddisfazione nel poter beneficiare dell’assistenza del medico nel comfort della propria casa e in piena sicurezza, cosa che consente al paziente una maggiore predisposizione all’ascolto.

Dal suo punto di vista, quali sono le prossime sfide della Telemedicina in Italia?

In futuro sarà sempre più importante strutturare la Telemedicina in Italia, dedicandole dei percorsi di autorizzazione e accreditamento ad hoc da parte degli enti preposti e coinvolgendo le Università che dovranno preparare i futuri medici con corsi dedicati alla medicina telematica. La Telemedicina non andrà a sostituire la medicina tradizionale ma, come già si sta sperimentando, la integrerà: per un pieno riconoscimento delle prestazioni erogate in Telemedicina sarà quindi sempre più importante che le prestazioni possano essere rimborsabili a livello del SSN e da parte delle mutue coinvolte.
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